Siamo un gruppo di persone che non fanno parte della direzione di nessun partito, ma che vogliono aderire con convinzione al processo di costruzione del Partito Democratico.
Il 14 ottobre sarà una data importante per il nostro paese e per la nostra Provincia. La nascita del Partito Democratico dell’Ulivo porterà una salutare boccata d’aria fresca alla politica, oggi in crisi, e offrirà finalmente alle cittadine e ai cittadini di questa nostra terra un punto di riferimento forte e unitario per tutto il centrosinistra.
Seguendo il dibattito un po’ convulso delle ultime settimane ci siamo convinti che in Alto Adige – Südtirol serva uscire immediatamente dalle secche delle trattative tra le consorterie locali e romane. Non bisogna avere paura di un confronto aperto tra le varie sensibilità, né porre veti a un sano pluralismo delle candidature, ma, al contrario, è necessario aprire il dibattito e offrire occasioni di scelta all’intera comunità sulla base di un sano confronto fra idee in competizione.
Solo così potremmo eleggere democraticamente una guida forte, credibile, affidabile e innovativa del Pd, per rappresentare pienamente idee, valori e prospettive che il nuovo soggetto dovrà incarnare.
Noi crediamo che il Partito Democratico dell’Ulivo in Alto Adige – Südtirol debba essere una forza che si rivolge alle persone di tutti i gruppi linguistici e in generale di tutte le cittadine e i cittadini di questa terra.
Crediamo che debba essere aperto a tutte le forze politiche del centrosinistra, senza esclusioni preventive, perché qui da noi l’unità del centrosinistra è ancora più importante che altrove.
Crediamo debba guardare al futuro e puntare al coinvolgimento delle nuove generazioni come priorità.
Sulla base di queste idee e di questo profilo proponiamo Christian Tommasini come candidato alla guida di questa nuova forza politica. È giovane, preparato e bilingue. Le sue competenze e la sua sensibilità politica rappresentano un valore aggiunto per guidare un nuovo soggetto che sappia parlare un linguaggio nuovo alle concittadine e ai concittadini della nostra Provincia. Fare politica vuol dire occuparsi della società che ci circonda, farsi carico dei problemi e proporre soluzioni valide e credibili per il bene comune. Questo è lo spirito con cui avanziamo questa proposta, sicuri che sarà un arricchimento per il dibattito in corso e per le primarie.
Wir sind eine Gruppe von Bürgern, die keinen Parteiorganen angehören, und die mit Überzeugung den Aufbauprozess der neuen Demokratischen Partei mittragen wollen.
Die Primärwahlen am 14. Oktober stellen einen wichtigen Meilenstein für Südtirol und für Italien dar. Die Demokratische Partei/Ulivo wird endlich frischen Wind in die Politik bringen, in eine Politik, die heute unter einer Vertrauenskrise leidet, und wird den Bürgerinnen und Bürgern einen starken Bezugspunkt im Mitte-Links-Bündnis bieten.
Wir verfolgen aufmerksam die etwas konfuse Diskussion der letzten Tage und sind zur Überzeugung gelangt, dass wir den Pakteleien zwischen den alten Seilschaften in Bozen und Rom eine Absage erteilen müssen. Wir dürfen nicht Angst davor haben, eine gesunde Konfrontation zwischen verschiedenen Prioritäten und Sensibilitäten zu führen. Im Gegenteil ist es nötig, den Pluralismus bei den Kandidaturen für die Führung der Demokratischen Partei zu fördern, damit die Bürgerinnen und Bürger zwischen verschiedenen Möglichkeiten entscheiden können.
Nur so können wir eine starke, glaubwürdige und innovative Führungskraft wählen, welche die Ideen, Werte und Zukunftsperspektiven der neuen Partei am besten verkörpert.
Wir glauben, dass die Demokratische Partei des Ulivo in Südtirol eine Kraft sein muß, die sich an Bürgerinnen und Bürger aller Sprachgruppen wendet.
Wir glauben, dass sie allen Kräften von Mitte-Links offen stehen muß, denn bei uns in Südtirol sind Einheit und Zusammenarbeit noch wichtiger als anderswo.
Wir glauben, dass wir in Zukunft die neuen Generationen stark einbinden müssen.
Aus diesen Gründen schlagen wir Christian Tommasini als Kandidat zur Führung der neuen Partei vor. Er ist jung, kompetent und zweisprachig. Seine Fähigkeiten und seine politische Sensibilität stellen einen Mehrwert für die Führung der neuen Partei dar, der nötig ist, um alle Südtirolerinnen und Südtiroler zu erreichen. Politik zu machen bedeutet, sich um die Gesellschaft zu kümmern, sich der Probleme anzunehmen und glaubwürdige und machbare Lösungen anzubieten. In diesem Geiste liegt unser Vorschlag, der als eine Bereicherung der demokratischen Kultur und der anstehenden Primärwahlen zu sehen ist.
Stefano Zangrando, insegnante – Lehrer
Manuela Martelli, insegnate educazione motoria – Lehrerin für Leibeserziehung
Pietro Nicolodi, giornalista – Journalist
Francesca Califano, insegnante – Lehrerin
Alberto Danese, ingegnere – Ingegneur
Armand Kacu, impiegato – Angestellter
Valentino Liberto, studente – Student
Anna Maria Ferraro, insegnante – Lehrerin
Fabio Neri, insegnante – Lehrer
Erion Zeqo, operatore culturale – tätig im Kulturbereich
Claudio Polo, urbanista – Urbanist
Michele Carlini, ingegnere – Ingegneur
Michele Stramandinoli, architetto – Architekt
Vincenzo Rosso, ingegnere – Ingegneur
Luciano Facchini, geometra – Geometer
Roberto Nicoli, architetto – Architekt
Paola Carlini B., storica dell’arte – Kunsthistorikerin
Andrea Boschetti, architetto – Architekt
Marco Martintoni, geologo – Geologe
Lucio Bertotti, ingegnere – Ingegneur
Giorgio Carnielli, consulente aziendale – Unternehmensberater
Franco Sensi, imprenditore – Unternehmer
Renata Leonelli B., insegnante – Lehrerin
Fatima Azil, mediatrice culturale – Kulturvermittlerin
Nadeen Mohammad, mediatore culturale – Kulturvermittler
Karl Trojer, ingegnere – Ingegneur
Werner Pramstrahler, ricercatore afi/ipl – Wissenschaftl. Mitarbeiter afi
Konrad Walter, collaboratore scientifico afi/ipl – Wissenschaftl. Mitarbeiter afi
Fritz Hofer, docente scuola tedesca – Lehrer
Hilda Siller, impiegata fs – Eisenbahnerin
Sergio Siller, impiegato fs – Eisenbahner
Marco Gasca Queirrazza, architetto – Architekt
Loredana Rossetti, impiegata – Angestellte
Paolo Convento, commercialista – Steuerberater
Alberto Zendrini, funzionario provinciale – Landesangestellter
Giovanni Paolucci, ingegnere – Ingegneur
Mario Trippa, insegnate educazione artistica – Lehrer für Kunsterziehung
Marina Morello, dipendente comunale – Gemeindeangestellte
Martina Celli, musicista – Musikerin
Stefano Fidenti, sindacalista – Gewerkschafter
Nirvana Pedrazza Baratta, dirigente scuola dell’infanzia – Kindergartenleiterin
Heidi Hintner, dipendente regionale – Mitarbeiterin der Region
Valter Carbone, docente liceo – Lehrer
Milena Parisi, impiegata FS – Eisenbahnerin
Pinuccia Di Gesaro, imprenditrice – Unternehmerin
Moresco Luca, direttore centro ed. permanente – Direktor eines Fortbilbeungszentrum
Antoniazzi Claudio, pensionato – Rentner
Rech Gianni, pensionato – Rentner
Stefano Sgarbossa, dipendente comunale – Gemeindeangestellter
Giulio Righele, pubblico dipendente – Angestellter im öffentlichen Dienst
Gianmarco Levighi, impiegato – Angestellter
Heinrich Kramer, disegnatore tecnico – Technischer Zeichner
Barbara Wielander, educatrice – Erzieherin
Magdalena Ramirez Lopez, educatrice – Erzieherin
Marco Bernardi, direttore Teatro Stabile – Direktor des Teatro Stabile
Renza Celli, dirigente scuola infanzia – Kindergartenleiterin
Vincenzo Maida, impiegato Arciragazzi – Mitarbeiter bei Arciragazzi
Marco Zuccali, consulente tributario – Steuerberatung
Marina Manganaro, operatrice culturale – tätig im Kulturbereich
Davide Fabbro, musicista – Musiker
Alberto Alberti, archeologo – Archäologe
Biancamaria Bocchio, ostetrica in consultorio – Geburtshelferin
Franco Mugliari, esperto in sicurezza sul lavoro – Fachmann für Arbeitssicherheit
Per aderire :: Zum Beitreten
terrainvista@katamail.com
12 Agosto 2007 alle 9:24 am
Benvenuti nel “grande circo” della politica. Anche se molti schizzinosi sentono puzza di bruciato (“l’azione dietro le quinte di Gnecchi&Bassetti”) io sento profumo di aria fresca. Non ho bisogno di agire di nascosto. Mi svelo: mi piace Christian, perchè lo consoco bene. L’ho visto in azione in questi anni e l’ho sempre sentito molto vicino al mio lavoro di amministratore. Di buona formazione e di buone letture. Sempre pronto quando c’era da avere il coraggio dell’innovazione e della sfida progettuale. Sempre aperto alle diversità. Attento alle complessità.Duttile e curioso. Capace di lavorare in gruppo… Mi piacerebbe vederlo in azione come segretario del PD. Certo i “giochi” sono molto complicati, ma questo appello mette un buon cavallo sulla scacchiera. E lo fa apertamente, democraticamente. Perciò aderisco e sostengo. Buon lavoro a tutti. E che siano …. primarie vere!
12 Agosto 2007 alle 10:47 am
Conosco Christian da anni. Ho sempre apprezzato la sua capacità di ascoltare senza rinchiudersi nella torre d’avorio pseudo intelelttuale dell’arroganza e della presunzione. Christian crede nella partecipazione attiva del cittadino per rafforzare le Istituzioni. Christian si batterà (ne sono convinto) perchè il Partito Democratico sia la voce dei più deboli ,dei meno abbienti, degli esclusi….. perchè sia la nostra voce.
Perciò aderisco all’appello. Perchè finalmente in Alto Adige\Sudtirol si comincia a respirare un’aria nuova e pulita!
Antonio Testini
insegnante
12 Agosto 2007 alle 12:13 pm
Auch ich gehöre zu jenen, die Christian Tommasinis Kandidatur unterstützen. Ich finde es für die Zukunft einer neuen Partei vorteilhaft, wenn der Parteisekretär ein junger Mensch ist, denn die Bereitschaft, sich auf Neues einzulassen und sich selbst als Lernenden zu begreifen, ist größer – noch besser ist es dabei, wenn diese Person wie Christian bereits Erfahrung im Parteiwesen sammeln konnte. Ich selbst habe Christian als jemanden erlebt, der zuhören kann und seinen Mitarbeiterinnen und Mitarbeitern viel eigenen Raum lässt, weil er sich bewusst ist, dass jeder Beitrag zur Diskussion, zum Dialog, zum Vergleich, eine wertvolle Bereicherung und ein Nutzen für die Gemeinschaft ist.
12 Agosto 2007 alle 1:38 pm
Grazie per le vostre adesioni / Danke für eure Beitritte!
I vostri nomi e quelli che seguiranno verranno inseriti al più presto nel testo ufficiale dell’appello alle pagine Il nostro appello e Unser Aufruf.
12 Agosto 2007 alle 8:24 pm
Finde Christian Tommasinis Aufruf ganz toll und seinen Einsatz für eine Re-Demokratisierung Italiens – zivilgesellschaftliches Schlusslicht Europas dank dem unsäglichen Berlusconi-Jahrzehnt – ungemein wichtig. Es braucht den Partito Democratico! Wenn sich auch Südtirol daran beteiligt, umso besser. Ich finde, Christian Tommasini steht für eine weltoffene, sozialdemokratisch orientierte und interkulturell aufgeschlossene (und vor allem fitte) neue Linke, die wir hierzulande so dringend vermissen. Darum unterstütze ich diesen Appell und wünsche dem Vorhaben viel Glück!
Hannes Obermair
Historiker – storico
12 Agosto 2007 alle 8:43 pm
Bene bene. Dunque.
Come primo firmatario dell’appello, mi sento di dover fare qualche precisazione. Partiamo da un dato: la mia esperienza in ambito politico e mediatico è pressoché nulla. Ho alle spalle una formazione letteraria e accademica che mi ha sempre indotto a un certo “disimpegno” rispetto alle questioni politiche in senso stretto. Non ho mai avuto una tessera di partito; la sola tessera cui ho tenuto, in passato, è quella di studente universitario, perché per cinque anni mi ha dato accesso a una mensa buona ed economica e a tutti o quasi i musei e i Konzerthäuser d’Europa. Se stavolta ho scelto, assieme a un gruppo di comuni cittadini come me, di cimentarmi in prima persona in questa iniziativa, è per ragioni profonde, legate alla mia esperienza di vita e non – in nessun modo – a logiche di partito (e quale, di grazia?) o opportunismi di sorta – ci mancherebbe altro.
Sto preparando un pezzo al riguardo, che posterò su questo blog nei prossimi giorni, ma mi preme fin d’ora chiarire una cosa: la congettura dei media locali, per cui la presente iniziativa sarebbe stata pilotata o almeno pesantemente condizionata da un gruppo politico, quello dei DS, e da due suoi esponenti in particolare, Gnecchi e Bassetti, che io manco conosco personalmente e con cui non ho mai parlato, è sbagliata – mi si creda o meno. (Non so come si faccia a smentire pubblicamente simili esagerazioni, ma è un problema che per ora non mi pongo.) È vero invece che, poiché avevo messo al corrente l’amico Christian Tommasini dei miei propositi – non c’era ragione di fargli una sorpresa, mica era un regalo di compleanno –, varie firme tra quelle raccolte sono pervenute, grazie a un passaparola oltre le nostre aspettative, anche grazie al contributo di persone vicine al suo partito di provenienza. Non mi pare, tuttavia, che un simile dato autorizzi a ritenere che questa iniziativa sia pilotata dietro a non so quali quinte dai Democratici di sinistra o da qualche suo membro: col cavolo! Se così fosse stato, non mi sarei nemmeno messo in gioco, e con me, ne sono certo, altri firmatari.
Spero dunque che questo blog diventi un luogo di discussione aperta, criticamente costruttiva e anche irriverente a favore della candidatura di Christian Tommasini, e che le persone di centro-sinistra di entrambi i gruppi linguistici vi contribuiscano numerose; solo così, infatti, potremo dimostrare ai media e al resto della cittadinanza che, nonostante i sospetti espressi da qualche malizioso al nostro esordio forse anche a causa della nostra inesperienza politica e mediatica, la nostra è un’iniziativa autenticamente civica, la sola, se non erro, veramente tale entro l’attuale dibattito sulla guida del Partito democratico altoatesino-sudtirolese.
Questo, naturalmente, non dovrà costituire un limite per i tesserati di qualunque bandiera, la cui sottoscrizione e il cui sostegno saranno comunque benvenuti (vedi i primi commenti qui sopra). E perché mai non dovrebbero esserlo? Non siamo forse tutti quanti rivolti allo stesso modo e con speranze comuni verso il nascente Partito democratico? E allora, per piacere, bando alle ciance e alle consorterie, e che la fortuna e il buon senso siano con noi.
13 Agosto 2007 alle 1:07 am
aderisco volentieri pure io, anche se sono un po’ lontano dal vivo dell’azione.
in bocca al lupo a christian!
13 Agosto 2007 alle 7:50 am
Quando ho visto Christian Tommasini sparecchiare i tavoli alla festa de l´Unità, ho subito scommesso una birrona sul fatto che sarebbe stato candidato alla guida del PD
13 Agosto 2007 alle 4:14 pm
[...] cosa strana è che non lo hanno candidato i DS, ma un gruppo di persone che ci tengono moltissimo a precisare di non fare parte di nessuna direzione di partito e di non [...]
13 Agosto 2007 alle 4:30 pm
Danke Hannes Obermair, grazie Luca Refatti: eure Beitritte am Vorabend der Mittaugustferien sind ein ermutigendes Zeichen!
Oscar Ferrari, la birrona non l’hai ancora vinta, perché Tommasini non si è ancora candidato – il nostro è solo un sostegno affinché questo avvenga -, ma speriamo che tu te la possa scolare presto, alla salute tua – e alla nostra, con permesso:)
14 Agosto 2007 alle 1:01 am
Ottimo, allora forse faccio ancora in tempo ad alzare la posta, se qualcuno ci sta ancora
14 Agosto 2007 alle 10:27 am
Complimenti a Stefano per l’iniziativa, importante novità nel processo di costruzione del partito democratico, finora rimasto troppo confinato nelle stanze delle segreterie e dei comitati promotori.
Condivido pienamente il contenuto dell’appello, che si distingue chiaramente da altre idee di come dovrebbe essere il nuovo PD, basti leggere l’intervista di oggi sull’Alto Adige ad un possibile candidato, e sono sicuro che Christian sarà il miglior interprete per una linea innovativa, aperta a tutti i gruppi linguistici ed a tutti i soggetti che credono nel progetto.
I cittadini che si presenteranno alle urne il 14 ottobre vorranno poter scegliere tra una rosa ampia di candidati, ciascuno portavoce di una visione chiara e definita del PD: la ricerca a tutti i costi di un candidato “unitario” (e della conseguente impostazione del PD) è figlia della vecchia logica della ricerca del compromesso e porta solo risultati al ribasso. Ben vengano perciò candidati che si facciano carico di idee avanzate e nette su come debba essere il nuovo soggetto politico, e le mettano in competizione senza indugi.
14 Agosto 2007 alle 11:14 am
La cosa più fastidiosa è forse la demagogia di volersi far passare ad ogni costo per società civile, come se fosse una qualche testimonianza di purezza. E’ un vizio dal quale la sinistra non riuscirà mai a liberarsi temo. Senza questa inutile retorica sarebbe tutto meno problematico. Per quanto riguarda i “legami”, si fa secondo me un po’ di confusione buttando tutto in un calderone: il fatto che due lavorino in uno stesso consultorio non mi sembra ad esempio una colpa. Su incarichi ecc. bisognerebbe andare nello specifico, senza condannare tutto in blocco e a priori, ma è un male che riguarda un po’ tutta la provincia. Comunque l’elemento più fastidioso per quanto mi riguarda rimane questo demagogico ricorso alla presunta “società civile”. Si dicesse “siamo persone vicino al partito” e tutto sarebbe più onesto.
14 Agosto 2007 alle 11:23 am
Gentile MT, abbiamo letto, e apprezzato per la sobrietà del tono, il tuo commento già alla sua apparizione sul Muro. Il pezzo di Zangrando appena postato cerca di fare un po’ di chiarezza sulla questione; speriamo ci riesca!
14 Agosto 2007 alle 3:03 pm
Ringrazio Massimo Minighini. Ho letto l’Alto Adige, siamo d’accordo. Dopo la pausa di Ferragosto avvieremo la vera discussione sulla costruzione del PD in Alto Adige, coinvolgendo i firmatari vecchi e nuovi, e Tommasini stesso, su questioni concrete, locali e non. Questo affinché la candidatura di Christian possa diventare un progetto politico sempre più definito, articolato e condivisibile – magari proprio a partire da una riflessione sull’idea stessa della “politica”, affinché questa torni a costituire un ambito di pratiche quotidiane entro il quale ogni persona di ogni gruppo linguistico possa riconoscersi e fare davvero la propria parte. Non sarà facile…
14 Agosto 2007 alle 9:31 pm
Conosco Christian da poco, ma aderisco volentieri all’appello, perchè credo aiuterà il PD a trovare la distanza e lo spazio per dispiegarsi.
15 Agosto 2007 alle 6:35 pm
Ho aderito all’appello per Tommasini segretario del Pd e sono felice di averlo fatto, anche perché questo fatto ha dato il via finalmente ad un dibattito serio attorno al Pd che dovrà superare i nomi per arrivare ai contenuti. Quello che peraltro si profilava era esclusivamente un gioco tra le parti, basato su una intollerabile “conventio ad excludendum”. Una mossa decisa da altri in nome di un non so bene quale principio democratico. Essere segretario di partito annulla ogni possibile ruolo in una futura formazione politica? E perché non l’essere sindaco o l’essere stato assessore comunale? Non scherziamo. Non sono iscritto ai DS, non sono amico di Tommasini che neppure mi conosce. Non sono stato contattato da qualcuno ma, ripeto ho cercato io di mettermi in contatto con chi raccoglieva le firme. E non mi si dica che Bizzo un passo indietro l’ha fatto. Anche Fassino l’ha fatto e non ce lo sta ricordando tutti i giorni dalle pagine dei giornali. E per quanto ad altri possibili candidati, di partito o di bandiera, schierati o neutrali, che si facciano avanti, si presentino, poi il 14 saranno comunque gli elettori a decidere.
16 Agosto 2007 alle 3:26 pm
Premesso che non sono iscritto nei Ds –o in altro partito politico – e che non ho alcun legame di parentela con Christian Tommasini, anch’io mi sono schierato in suo favore nel nome del coraggio e della determinazione che il futuro segretario del nuovo PD deve avere per far sì, che il divario etnico esistente nella nostra provincia sia finalmente superato anche, e non solo, a livello politico. A mio avviso il fatto di essere di un gruppo linguistico o di un altro non deve implicare in automatico il voto per un determinato partito. Saluto, quindi, con favore le affermazioni di Tommasini che si augura un partito di tutti, per tutti ed aperto tutti e che trova in quest’apertura ad una realtà bi-, tri- ovvero multi- lingue e culturale un suo punto di forza, una ricchezza. Spero in un’ampia partecipazione di tutti coloro che come me vedono anche nella cultura tedesca ed italiana e nella loro unione una continua e straordinaria “Bereicherung”.
16 Agosto 2007 alle 4:00 pm
[...] A proposito della Guressa, proprio stamattina mi frullava in testa che forse sarebbe una ottima candidata alla guida del PD bolzanino, specialmente se si tengono nel dovuto conto i parametri e le motivazioni che hanno portato i DS o chi per loro, a proporre la candidatura di Christian Tommasini (”È giovane, preparato e bilingue”). [...]
17 Agosto 2007 alle 11:54 am
«Benvenuti nel “grande circo” della politica» (S. Bassetti)
«Christian si batterà (ne sono convinto) perchè il Partito Democratico sia la voce dei più deboli, dei meno abbienti, degli esclusi» (A. Testini)
«Ich finde es für die Zukunft einer neuen Partei vorteilhaft, wenn der Parteisekretär ein junger Mensch ist, denn die Bereitschaft, sich auf Neues einzulassen und sich selbst als Lernenden zu begreifen, ist größer» (S. Tezzele)
«Es braucht den Partito Democratico! Wenn sich auch Südtirol daran beteiligt, umso besser» (H. Obermair)
«in bocca al lupo a christian!» (L. Refatti)
«Quando ho visto Christian Tommasini sparecchiare i tavoli alla festa de l´Unità, ho subito scommesso una birrona sul fatto che sarebbe stato candidato alla guida del PD» (O. Ferrari)
«sono sicuro che Christian sarà il miglior interprete per una linea innovativa, aperta a tutti i gruppi linguistici ed a tutti i soggetti che credono nel progetto» (M. Minighini)
«aderisco volentieri all’appello, perchè credo aiuterà il PD a trovare la distanza e lo spazio per dispiegarsi» (S. Gigliotti)
«quanto ad altri possibili candidati, di partito o di bandiera, schierati o neutrali, che si facciano avanti, si presentino, poi il 14 saranno comunque gli elettori a decidere» (F. Mugliari)
«Spero in un’ampia partecipazione di tutti coloro che come me vedono anche nella cultura tedesca ed italiana e nella loro unione una continua e straordinaria “Bereicherung”» (A. Zendrini)
19 Agosto 2007 alle 12:44 pm
Sono un socialdemocratico e auspico che il modello dell’economia sociale di mercato non venga abbandonato o considerato oramai uno strumento antiquato per affrontare le sfide connesse alla globalizzazione capitalistica. Resta pur vero che molte politiche pubbliche adottate negli ultimi decenni al fine di creare un robusto sistema di protezione sociale risultano meno efficaci nel nuovo contesto storico-economico venutosi a creare a seguito dell’affermazione della finanza globale e della competizione di mercato ai cui sono soggette una parte delle imprese locali, nazionali ed europee. In un tale contesto i diritti conquistati dalle generazioni precedenti(nell’ambito sia della sicurezza sociale che del diritto del lavoro) vengono spesso messi in discussione ed il potere di ricatto del potere finanziario ed economico aumenta. Le imprese possono minacciare la delocalizzazione e la finanza il disinvestimento se non verranno adottate politiche ispirate al modello neoliberistico, cioè atte a ridurre il costo del lavoro, rendere più adattabile e flessibile l’impiego della forza lavoro, ecc. . Il premio Nobel per l’economia Josepf Stiglitz ha concluso la sua analisi a proposito delle conseguenze attribuibili all’affermazione del neoliberismo, non senza rinunciando ad una autocritica rispetto alla sua esperienza personale precedente nella quale faceva parte del Consiglio dei consulenti economici di Bill Clinton e successivamente ricopriva l’incarico di chief economist presso la Banca mondiale, dichiarando che “siamo riusciti a far tirare la cinghia ai poveri e a farla alltentare ai ricchi”.
A titolo d’esempio la cinghia ai poveri la si fa tirare nei seguenti modi: dichiarando che le politiche del welfare creano dipendenza e producono assistenzialismo (questo concetto nel dibattito pubblico attuale ha oramai assunto connotati negativi) si riducono le spese per gli ammortizzatori sociali (susssidi di disoccupazione, ecc.) o si rendono più stringenti e vincolanti le condizioni per poter accedere al trattamento economico a sostegno dei disocuppati (obbligandoli ad accettare anche lavori non corrispondenti alle loro qualifiche e rinforzando così la spirale perversa della dequalificazione, della perdita della capacità di guadagno, soprattutto per i lavoratori over 40), si cancellano o si depotenziano le politiche nell’ambito dell’assistenza abitativa (case popolari, contributi all’affitto – vedi il tentativo della Giunta Provinciale di Bolzano di cancellare il diritto al contributo all’affitto per i single percettori di redditi bassi), si aumenta la flessibilità degli orari di lavoro e si promuovono tipologie contrattuali “flessibili” come ad esempio i co.co.pro che non contemplano garanzie e diritti sociali di cui possono beneficare i lavoratori assunti con regolare contratto di lavoro dipendente (i co.co.pro non hanno diritto al sussidio di disoccupazione ed alle ferie pagate, solo il recente governo ha esteso a determinate condizioni il diritto al trattamento economico in caso di malattia, ecc.).
Per quanto riguarda invece “l’allentamento della cinghia ai ricchi” basta citare il sistema di retribuzioni elaborato per i manager delle grandi società per azioni, cioè il pagamento della prestazione tramite le cosiddette stock option. Tramite queste opzioni di retribuzione i manager di tutto il mondo non sono soggetti alla aliquota più alta prevista dalla tassazione progressiva del reddito di lavoro dipendente ma invece alla aliquota molto più modesta (in Italia attualmnte il 12,5 %, in altri Stati il 20%) prevista per la tassazione dei rendimenti finanziari. Và dato comunque atto all’attuale governo di aver ridotto la possibilità per i manager italiani di ricorrere a questo strumento di “elusione fiscale”. Tuttavia, al di là di questo singolo aspetto, la classe agiata dispone delle consulenze degli studi fiscali che permettono loro di ridurre gli imponibili fiscali, trasferire all’estero una parte del loro patrimonio e del loro reddito ed in definitiva di non contribuire più in maniera significativa alle entrate fiscali dello Stato. Esistono ricerche economiche negli Stati Uniti che hanna accertato che molto spesso i titolari di grandi imprese, i consiglieri d’amministrazione, i manager delle stesse pagano in proporzione al loro reddito meno tasse rispetto ai loro dipendenti.
L’elitè globale, che ci consiglia di adottare il modello flessibile e fluido in quanto orientato al presente (contratti a breve termine) di mercato del lavoro sa bene che tale modello è funzionale solamente ai suoi interessi ed alle sue caratteristiche. Come fa notare Richard Sennett nel suo saggio “La cultura del nuovo capitalismo” ‘un figlio dei ceti privilegiati può permettersi la confusione nelle sue strategie personali, mentre un figlio delle classi popolari non può. Chi appartiene a un ceto privilegiato ha buone opportunità, grazie al suo retroterra familiare e alle reti formative. … Le reti costituiscono un sistema di sicurezza che rende meno necessaria una pianificazione strategica a lungo termine. … Invece la massa può contare su una rete più sottile di contatti e sostegni informali, sicché rimane più istituzione-dipendente.’ Potrei fare altri esempi sulla politiche che hanno prodotto l’effetto di allentare la cinghia ai ricchi e di farla tirare ai poveri, ma tornando al dibattito politico attuale sia locale che nazionale posso solo fare le seguenti considerazioni: credo che, fedele alla mia impostazione politica socialdemocratica, l’Italia necessiti di un’aggregazione politica a sinistra del nascente partito democratico proprio per contrastare una deriva neo-centrista che non tenga conto della preoccupante situazione socio-economica che si è creata nel mondo occidentale nell’ultimo ventennio; credo che all’interno del nascente partito democratico ci siano varie ‘anime’, delle quali solo alcune sensibili alle istanze ed esigenze di redistribuzione del reddito implicite alla mia analisi di cui sopra, credo che sarebbe auspicabile per il futuro la formazione di un’alleanza politico parlamentare di centro-sinistra-sinistra, cioè fra l’aggregazione socialdemocratica da me auspicata, le forze neocomuniste ed il partito democratico, credo anche che non si debba considerare il partito democratico come un’avversario della socialdemocrazia ma come un’alleato irrinunciabile. Sostengo da ‘esterno’ la candidatura di Christian Tommasini, proprio perchè auspico che all’interno delle correnti e/o culture politiche presenti nel partito democratico prevalga quella più sensibile alle istanze del welfare (pur rivisitato, ad esempio attraverso l’introduzione del salario di cittadinanza) ed alla lotta al neoliberismo.
Omar La Rosa
19 Agosto 2007 alle 9:48 pm
Ciao Christian. Sono ormai fuori dalla politica attiva e non intendo assolutamente rientrarci. Posso allora dire di far parte della “società civile”? Bene. Se é così, dall’alto (o dal basso) della mia posizione di osservatore guardo i nomi che girano e concludo che sei il candidato che voterò alle primarie. Intelligente e soprattutto onesto intellettualmente e moralmente. In bocca al lupo. Stefano Fattor
20 Agosto 2007 alle 8:20 am
Sull’«Alto Adige» di oggi (p.7), Mauro De Pascalis sostiene la candidatura di Christian: «”Non si capisce perché una persona di 32 anni con un ruolo politico e amministrativo non possa incarnare il pensiero del Pd”. Non dovrebbe essere un partito territoriale, è la visione del capogruppo, “perché l’Alto Adige non è il Trentino, qui non abbiamo un rapporto così forte con le valli”. Il Pd dovrebbe essere piuttosto un partito per il territorio: “Sono tra le persone che credono a un’esperienza nuova, aperta alla popolazione italiana e tedesca, che può incontrarsi sulla base di valori”».
21 Agosto 2007 alle 12:06 pm
Sostengo Christian perché nel suo programma c’è grande attenzione per le pari opportunità, in modo che il PD inizi con un nuovo modo di fare politica.
Anna Tovazzi
22 Agosto 2007 alle 10:02 am
Sostengo Christian perchè penso di conoscerlo da parecchio tempo, e mi garba la sua giovane, gioviale, ponderata ma decisa acutezza nel rapportarsi.
Ritengo sia fondamentalmente deciso negli intenti, privo di frasi estratte da sermone di militante religioso e mi trasmette l’impressione che stiamo già lavorando per non perdere altro tempo, parlando un linguaggio terreno e comprensibile.
23 Agosto 2007 alle 9:11 pm
Appoggerò la candidatura di Christian Tommasini che, pur non conoscendolo personalmente, stimo proprio per quelle caratteristiche che qui sopra sono descritte e che anche i giornali gli hanno sempre riconosciuto.
L’attesa di un qualcosa di nuovo in politica, di più credibile e serio, è sentita in modo particolare da me e dalle persone che frequento e credo che quella del PD sia l’unica strada percorribile per un recupero corretto del “buon cittadino” categoria nella quale da sempre mi identifico.
24 Agosto 2007 alle 4:00 pm
Domando scusa se mi intrometto con quella che potrebbe apparire una provocazione, ma che in realtà vuole solamente essere uno spunto per una conversazione che non sia “a senso unico”. Conosco (poco) Christian e lo stimo. Sono tesserato DS e ho contatti con alcuni esponenti del partito. Credo nel progetto PD. Ciò premesso, confesso di avere il dubbio che la candidatura del segretario (così come di uno qualunque degli alti funzionari e dirigenti) di uno dei partiti “fondatori” non sia, su un piano squisitamente politico, del tutto opportuna. Il PD nasce infatti con la volontà di proporsi come un soggetto capace di realizzare un modo nuovo di fare politica. Non c’è, vi domando, il rischio di dare all’operazione un sapore un po’ troppo dirigista e vecchio stile? In secondo luogo, da più parti si enfatizza il fatto che il PD non deve essere visto come la mera somma di due partiti ma come un elemento nuovo, capace di aggregare e avvicinare a sé anche soggetti diversi da quelli originari. Bene, se così è, non sarebbe meglio individuare qualcuno che, non essendo già oggi dirigente o alto esponente dei partiti DS e Margherita, rappresenti al meglio questa istanza? Infine, e qui so che mi attirerò più di una occhiata antipatica, non sarebbe un bel gesto coraggioso immaginare una candidatura femminile e, magari, di madrelingua tedesca (sottolineo, per chi non mi conosce, che sono Bolognese, monolingue e qui residente da 5 anni).
Prima di essere sommerso dai fischi, evidenzio come le cose che sto scrivendo sono poste in forma di quesito e questo e non di dogma proprio perché credo che Tommasini per età, cultura e storia personale, sia in realtà un ottimo candidato. Magari però, potrebbe essere più utile alla “causa” in altre posizioni.
Cordialmente,
Marcello Savoia
24 Agosto 2007 alle 9:18 pm
Gentile Marcello Savoia,
i dubbi che lei esprime sono legittimi e sarebbero perfino stimolanti, se fossero stati posti in una riunione dei Democratici di Sinistra al cui ordine del giorno vi fosse l’opportunità o meno di candidare il proprio segretario alla guida del nascituro Partito Democratico. Di più: la sua argomentazione sarebbe assai interessante anche a livello nazionale, laddove mette completamente in discussione le candidature di Veltroni, Letta e Bindi.
Il punto è che questo blog – ci passi l’ironia – non è una filiale civica dei DS, né intende diventarlo nonostante le molte, comprensibili adesioni di membri e tesserati del partito, e non è nato nemmeno per discutere su chi potrebbe essere il miglior candidato alla guida del PD. Invece, Terra in vista :: Land in Sicht è nato per promuovere e sostenere la candidatura di un candidato preciso, appunto quel Tommasini che lei vedrebbe più utile alla “causa” in un’altra posizione (che poi, chissà, magari sarà proprio quella che gli toccherà). Non solo: chi ha promosso la presente iniziativa – vorrà perdonarci l’ingenuità – nello schierarsi a favore di Tommasini non l’ha fatto tanto misurando il peso del suo ruolo politico, bensì credendo piuttosto che le sue qualità e competenze siano adatte alla candidatura al di là di quel ruolo – che al limite può valergli, in positivo, come “scuola” o esperienza pregressa.
Il fatto che poi l’ostinato antipartitismo dei sudtirolesi italiani, che è il prodotto più virulento di dieci anni di populismo berlusconiano, induca anche chi è di centrosinistra e di sinistra a reputare migliore, chissà perché, una candidatura completamente avulsa da qualsiasi ambito politico precedente, è solo il risvolto più triste di una battaglia per la rigenerazione della politica che si sta rivelando più dura, molto più dura del previsto.
24 Agosto 2007 alle 10:21 pm
“Terra in vista :: Land in Sicht Says: Il fatto che poi l’ostinato antipartitismo dei sudtirolesi italiani, che è il prodotto più virulento di dieci anni di populismo berlusconiano, induca anche chi è di centrosinistra e di sinistra a reputare migliore, chissà perché, una candidatura completamente avulsa da qualsiasi ambito politico precedente, è solo il risvolto più triste di una battaglia per la rigenerazione della politica che si sta rivelando più dura, molto più dura del previsto.” Lettura piuttosto delirante della realtà, con tutto il rispetto.
24 Agosto 2007 alle 10:28 pm
Lei crede, MT? E quale sarebbe invece la realtà “vera”, non deformata dal nostro delirio? Forse che la maggioranza dei cittadini italiani, anche in Sudtirolo, crede ancora nel valore dei “partiti” come strumenti indispensabili di un governo democratico? E come si spiegano, in tal caso, la foga con cui negli anni Novanta, con Mani Pulite alle spalle e Forza Italia tra i piedi, i partiti tradizionali si sono ribattezzati escludendo dai propri nomi la dizione “partito” e l’emergere come funghi, a livello locale, delle cosiddette “liste civiche”? E il modo, infine, in cui ci si è scagliati contro la nostra stessa iniziativa adducendo come indizio infamante il fatto che annoverasse adesioni vicine ad esponenti noti di un “partito”?
25 Agosto 2007 alle 12:03 pm
Il problema, credo, risiede essenzialmente in un malinteso o, se si vuole, in una “con-fusione”: quella tra partiti e “partitocrazia”, e tra politica e “classe politica”. In entrambi i casi è il secondo termine che va combattuto e debellato (la «casta» descritta da Stella e Rizzo, per capirci), ma troppo spesso vi si sente associare anche il primo: il luogo comune diffusosi nell’ultimo quindicennio, in effetti, è che siano i “partiti” stessi il male da curare – il che, francamente, è indizio inequivocabile di una possibile deriva antidemocratica.
26 Agosto 2007 alle 7:23 am
La critica non era riferità alla realtà in essere, ma alla sua genesi. Non mi pare proprio che si possa ricondurre tutto al “populismo berlusconiano”. Se Berlusconi ha lanciato “l’impreneditore prestato alla politica”, altri hanno lanciato “la società civile”. Non mi pare ci siano molte differenze in quanto ad antipartitismo. Andrebbe aggiunto che l’antipolitica ha una ben piú lunga tradizione e che buona parte dei politici e del sottobosco della politica ha sempre fatto di tutto per giustificare questa evoluzione.
26 Agosto 2007 alle 9:21 am
Io trovo abbastanza inquietante la rampognata che si è preso Marcello Savoia (che non conosco), specialmente per la frase dove si specifica che questo blog è nato per promuovere e sostenere la candidatura di Tommasini, e non per discuterla.
Significa per caso che sono ben accetti solo commenti entusiastici e adesioni?
26 Agosto 2007 alle 6:32 pm
x Oscar Ferrari: Temo sia così. Magari sarebbe utile spiegare anche a chi non conosce il candidato per quali motivi viene proposto e ritenuto il più indicato, senza fermarsi alle solite due cose già note (giovane e bilingue). Ma mi pare che questo venga fatto poco nel sito.
26 Agosto 2007 alle 7:49 pm
@MT: ha ragione lei, riconducendo tutto al “populismo berlusconiano”, nel commento in questione ci siamo lasciati prendere dallo spirito di semplificazione. Ce ne scusiamo.
@Oscar Ferrari & MT: nell’interpretare in quel modo il nostro scambio con Savoia non vi sarete laciati prendere dallo spirito di semplificazione? Se credete di no, come non detto.
26 Agosto 2007 alle 8:53 pm
Posso interloquire? Provo a dire un paio di cose sul più recente scambio di commenti a partire dall’intervento di Savoia.
In linea di principio lo condivido. La prospettiva del PD è quella di creare un soggetto nuovo e plurale, davvero aperto e coinvolgente, certamente promosso da DS e DL, ma assolutamente non ridotto alla mera fusione (fredda e a spartizione negoziata) tra DS e DL. E per segnare queste caratteristiche sarebbe davvero auspicabile una faccia nuova che ne assumesse la guida in modo da incarnare alla perfezione la novità, la pluralità, la trasversalità, l’apertura, l’attrattività,…
Ma la politica non è (purtroppo) la via della perfezione, bensì la via del possibile. E del meglio possibile. Allora, al di là di ogni attesa messianica, non ho falsi pudori ed ipocrisie nel dire che Christian è, per me, la miglior soluzione possibile alle condizioni date. Perchè per fare il segretario di una forza politica ci vuole una persona che, oltre all’onestà, generosità, cultura, simpatia, presentabilità, riconoscibilità, ecc.:
1. sia omogeneo ai fondamentali del progetto politico del PD e ne interpreti esplicitamente una declinazione concreta, hic et nunc;
2. abbia un profilo politico noto e conosca l’ABC della politica e delle sue complicazioni anche organizzative;
3. metta a disposizione una buona parte della sua vita (ebbene sì: tempo, risorse, fatica, sacrifici, …) per fare proprio quel lavoro lì.
Sembra facile? Se qualcuno davvero sostiene che è semplice e facile, si metta a disposizione (come sta generosamente facendo Christian, mentre altri lanciano sassi e nascondono la mano o si limitano ad ipostesi tanto fabtasiose quanto schizzinose).
Orbene, Christian c’è e non è niente male, davvero! Poi ci sono Polonioli e Giacomozzi. Ed anche questi non sono proprio niente male. Davvero. Purtroppo nessuno dei tre è perfetto come segretario del nuovo PD altoatesino. Ma ciascuno dei tre è certamente omogeneo al progetto del PD. Ciascuno dei tre ha una precisa (e diversa) storia politica alle spalle (o solo Christian ha il marchio d’infamia?) e rappresenta un’arco di sensibilità diverse ma convergenti. Che male c’è? Se la lascino alle spalle la loro storia pregressa e giochino a viso aperto questa sfida democratica, proponendo ai cittadini la loro declinazione del programma comune e rendendo espliciti i loro personali impegni programmatici e organizzativi. Perchè questa è la logica delle primarie. Una logica che a me piace molto, perchè offre davvero un potere di scelta ai cittadini. Più e meglio di un “candidato unico” che non potrebbe essere altro che il … “solito compromesso spartitorio tra le segreterie dei partiti”.
26 Agosto 2007 alle 9:16 pm
L’intervento di Silvano Bassetti ha certamente una sua logica e dignitá. Quello che si scrive, almeno per quanto mi riguarda, non é di certo contro Tommasini, che conosco a malapena, ne contro quanti mandano avanti questo sito. Magari è solo una insoddisfazone di fondo per quelle che comunque rimangono le dinamiche politiche locali… e che magari tengono lontane molte altre persone molto valide. Ma si sa: il meglio è nemico del bene. Un’ultima osservazione: se il candidato unico non potrebbe essere altro che “il solito compromesso spartitorio tra le segreterie dei partiti”, il confronto tra piú candidati – per come si è evoluta la cosa – rischia di non essere altro che “la solita conta delle teste/tessere in vista di future spartizioni (delle liste)”. Comunque istintivamente preferisco anche io il confronto al compromesso.
27 Agosto 2007 alle 12:22 pm
Buongiorno a tutti. Mi fa piacere constatare che, al di là della, più che legittima, presa di posizione da parte dell’amministratore rispetto al mio intervento, esso abbia comunque determinato una riflessione collettiva che, mi pare, ha prodotto alcune riflessioni interessanti. Mi preme tuttavia replicare a una affermazione che non condivido. Le mie osservazioni non sono figlie dell’antipartitismo post-berlusconiano (a parte che la genesi dell’avversione verso i partiti ha radici ben più remote rispetto al fenomento Berlusconi). Né possono essere determinate da un’appartenenza alla categoria “italano sudtirolese” in quanto sono italiano emiliano di nascita e cultura. Non potrei mai essere anti partitico, dal momento che una tessera di partito in tasca ce l’ho. La mia presa di posizione voleva essere un tentativo, certamente provocatorio dato il contesto nel quale l’ho lanciato, di far emergere le reali motviazioni di una candidatura che, ed è questo il punto (ben colto da MT), rischia di apparire figlia della logica “contiamoci per distribuuire il reciproco peso all’interno della futura formazione”. E questo, credetemi, rappresenta il rischio maggiore per un partito che vuole parlare una lingua nuova e rivolgersi anche a chi dalla politica si è allontanato (o non vi si è ancora avvicinato). Come ho detto, contestabile non è la persona (che stimo e probabilmente voterò), ma il metodo e la logica che vi è sottesa (o che rischia di apparirvi sottesa). Conclusivamente: ritengo che sia soluzioni unitarie (come l’ultima proposta di candidare Spagnolli), sia soluzioni troppo istituzionali (segretari di partito, dirigenti, ecc…), rappresnetino un modo vecchio di fare politica che potrebbe “zavorrare” il PD di logiche che dovrebbero, invece, essergli estranee. Ciò che vorrei, da elettore e da militante, è una lista di candidati che non solo siano “possibili”, ma che non diano nemmeno l’idea che il nuovo partito sia la mera sommatoria dei due precedenti. Ciò che poi desidererei, più di tutto, è che, al di là dei personalismi, si definisse in fretta la rosa dei candidati per poter tornare, finalmente, a parlare di contenuti, di programmi e di idee. Perché ciò che manca, più che i segretari, sono le idee nuove e alternative e la capacità di proporsi come sogggetti credibili e autorevoli, anziché meri subalterni, caciaroni e litigiosi, rispetto al partito dominante.
Un saluto e un sincero “in bocca al lupo”" a Christian e a tutti i suoi numerosi simpatizzanti; che il lavoro possa dare ottimi frutti!
27 Agosto 2007 alle 5:20 pm
Caro Savoia, crepi!
Ci dispiace averla indotta a replicare alla parte più polemica e meno felice del nostro commento, parte che peraltro non si riferiva a lei direttamente. In ogni caso, con la sua risposta ci ha dato una dimostrazione eccellente di che cosa significhi saper dialogare. Grazie e a presto.